Recensioni

Cosa dicono di me

Testo critico di Eunoia Curators

L'arte di Claudia Amadesi, una contemporanea Artista italiana, non è mera espressione estetica, ma un mezzo di liberazione profondamente personale, un viaggio interiore che si proietta verso l’esterno con intensità e vigore. Le sue creazioni si distinguono per la loro capacità di giocare con la luce, modificare la materia e usarla come strumento per decostruire e rielaborare la realtà, trasportando l'osservatore in una dimensione spirituale. I confini con la realtà diventano sfumati, permettendo di intravedere in ogni opera il frutto dell'impulso viscerale e la grinta interiore che caratterizzano il lavoro di Claudia Amadesi verso la ricerca artistica. In effetti, la sua carriera ha visto un'evoluzione significativa e dopo anni di studio e sperimentazione, il suo interesse si è spostato verso l'astratto-informale. Questo cambiamento ha permesso di esplorare nuove dimensioni espressive attraverso la tecnica del “groove”, che caratterizza il  lavoro di oggi.

Testo critico di Marta Lock

Le sue composizioni, accompagnate da una tavolozza di colori che spazia dai toni pastello a quelli più intensi colori, sembrano evocare il contrasto tra la maestosità della Natura e la complessità dell’essere umano. La linea di Claudia Amadesi è un racconto di emozioni e sensazioni, un viaggio nel profondo dell'anima. Questi solchi ora sembrano diventare una metafora del cicatrici di vita, tracce tangibili di viaggi interiori che prendono forma davanti ai nostri occhi. La materia, dentro le sue mani, diventa dinamica, prende vita nello spazio, creando giochi di luci e ombre che amplificano l'esperienza visiva e ci invita a un dialogo profondo tra il visibile e l'invisibile, tra emozione e materia.

L’artista lombarda Claudia Amadesi struttura il suo stile esattamente in una linea di unione tra varie esperienze artistiche del secolo scorso, a cui infonde tuttavia un suo intento creativo completamente diverso, o forse sarebbe meglio dire assolutamente nuovo poiché in lei si unisce la sperimentazione analitica e preparatoria della materia che diviene base delle sue opere, alla necessità di infondere a ogni lavoro quel pensiero, quell’approfondimento concettuale non più distaccato dall’emozione bensì parte integrante di essa, come se in qualche modo non le fosse possibile lasciar prevalere l’uno a discapito dell’altra. Pertanto lo studio che precede l’apporto cromatico presuppone un lavoro di ricerca su quali possano essere gli elementi più funzionali a permettere poi alla sua parte interiore di andare ad agire, coloristicamente, sulle superfici che danno stabilità alle riflessioni di cui desidera raccontare.

Diplomata in Decorazione Pittorica presso l’Istituto d’Arte di Cantù, Claudia Amadesi prosegue gli studi in Comunicazione Visiva a Milano dove scopre l’attitudine a un percorso individuale in cui potesse emergere la sua natura eclettica nei confronti dell’utilizzo di una materia da cui si sente affascinata al punto da non poter rinunciare a essa; il linguaggio dunque è un bilanciamento tra necessità di affidarsi al colore dal punto di vista emozionale ma al contempo di aggrapparsi alla concretezza e alla ruvidità con cui prepara i fondi, di volta in volta scegliendo materiali differenti. Ciò che emerge in maniera immediata nelle sue opere è l’effetto della rifrazione della luce, quell’alternarsi tra luce e ombra generata dai rilievi materici che sottolinea le infinite sfaccettature dell’esistenza, le molteplici possibilità interpretative di ciò che accade a un essere umano e l’esortazione implicita a saper cogliere le sfumature da cui si determinano le scelte, le prese di coscienza e la consapevolezza della relatività della vita. Dalle sue opere emerge un ulteriore strato di pensiero, quello più filosofico e universale che associa i solchi e i rilievi a tutto quell’universo interiore e umano da cui si costruisce giorno dopo giorno il percorso intrapreso, quell’esperienza a seguito della quale tutto assume una consistenza e una struttura differente rispetto all’attimo precedente eppure essenziale per mettere in luce l’attitudine, i desideri, i sogni e le aspettative dell’individuo che deve vivere le cadute e i momenti più bui solo come parte del cammino evolutivo, come pause a seguito delle quali ha origine la crescita personale.

Claudia Amadesi riflette sull’anima e sui suoi più veri colori, nell’opera Soul infatti si evidenziano le linee, le striature di quella dimensione interiore dove nascono le sensazioni e dove vengono immagazzinate per costituire lo scrigno emotivo in cui vengono conservate. La base bianca e nera costituisce la neutralità degli accadimenti che si trasformano sulla base di come vengono ricevuti e assorbiti da ciascuno e successivamente trasformati in sentimenti che continuano a ruotare e a sovrapporsi come echi incisi sulla memoria del cuore. I vari colori rappresentano qui la molteplicità di ciò che accade nell’animo e il loro coesistere quasi non fosse possibile la presenza di un’emozione senza il suo contrario. Le opere della serie Zip sottolineano l’attitudine dell’uomo contemporaneo a chiudersi in se stesso, a vivere in un isolamento emotivo che solo apparentemente lo protegge dall’esterno ma che spesso va ad acutizzare una profonda solitudine o la paura di mettersi in gioco abbassando le difese pur riuscendo a mostrare il proprio autentico sé. Infatti mentre la tela Urban zip è ermeticamente chiusa, rafforzata dalla presenza di un filo rosso quasi a voler sigillare la scelta di non esporsi, il lavoro Unzip mostra un’altra opzione, quella di non abbandonare completamente lo scudo protettivo dentro cui l’individuo custodisce l’essenza più morbida e fragile ma di scegliere di fidarsi solo davanti a chi saprà capire i suoi motivi, a chi dimostrerà di essere interessato a non lasciarsi fermare o intimorire da un’armatura che in realtà nasconde tutt’altro che durezza. In entrambe le opere i denti delle chiusure lampo sono materici e l’attenzione dell’osservatore si focalizza sulla loro preponderanza esaltata da sfondi monocromatici, più cupo e immobilizzante quello della prima, più luminoso, tenue e dunque possibilista quello della seconda, come a lasciar intendere quanto tutto sia subordinato alla scelta personale piuttosto che ai pericoli che si crede arrivino dall’esterno; mantenere chiusa la propria anima a seguito di circostanze ed eventi precedenti equivale a credere che la storia possa ripetersi sempre in maniera identica senza prenderne in considerazione l’insegnamento evolutivo. Nelle tele della serie Rose al contrario, Claudia Amadesi sottolinea l’interconnessione che esiste tra gli individui, quell’essere gli uni vicini agli altri a dispetto dell’individualismo che sembra dover predominare nella società contemporanea; le rose simboleggiano la rinascita della forza ma anche la provvisorietà dell’esistenza ed è proprio per questo che va vissuta intensamente trovando nell’altro, e di conseguenza dandogli, solidarietà, sostegno e supporto, in sostanza è molto meglio essere una comunità piuttosto che un crocevia di persone che dimenticano di guardarsi negli occhi.

 

RECENSIONI  2004-2015

I dipinti di Claudia sono incentrati per lo più sulla figura umana destrutturata e ricomposta come tessere di un mosaico, ridotte a puro elemento cromatico o meglio trasformate in una sorte di codice o linguaggio le cui parti del discorso racchiudono
soluzioni ermetiche. La ricerca delle forme, inserite in un contesto in cui lo spazio è protagonista, suddiviso in tessere accordate fra loro secondo regole euritmiche, si sposa con una gestualità pittorica e con un uso del colore materico che ottiene
effetti coinvolgenti. In questi discorsi di impronta astratta e neocubista, non manca mai una linea di contorno che funziona da filo conduttore e che ribadisce la volontà di riportare ordine ed equilibrio allʼinterno di campiture che sembrano affidate al caso ma che in realtà derivano da studio approfondito. Il terreno di un bosco autunnale, cosparso di foglie variopinte, assomiglia ad un magico e sfarzoso tappeto il cui ricamo arabesco racchiude il tema allegorico della metamorfosi, della rinascita.
Ebbene, i dipinti di Claudia vanno letti come elementi di un laboratorio alchemico dove forme e colori vengono elaborati attraverso sedimenti, accostamenti, sovrapposizioni per ricavarne una composizione complessa e fresca, notturna e solare, dove
la dimensione del tempo e dello spazio si incontrano in una felice sintesi, dove lʼaspetto esteriore e il contenuto danno luogo a unʼunica trama immersa nellʼalone del mito e della magia.

Gabriele Turola

Scrive di lei Ermanno Sagliani:
personalità eclettica e autonoma, Claudia Amadesi è affermata professionista, Art Director e tecnico pubblicitario di sorprendente creatività ed esperienza. Emozione pura e vocazione nell'opera emergono dalla seducente mostra pittorica
milanese dal titolo "L'Autentico e l'Immaginario". Qualcosa di tenace, un nodo duro di volontà di incidere sulla scena del mondo.
Claudia Amadesi, specializzata in comunicazioni visive a Milano, ha avviato nuove tecniche grafiche di composizione culminanti in un recente autorevole invito alla partecipazione, con le proprie opere, a New York nel centro espositivo della World Fine Art Gallery. C'è ben altro: decine di mostre, concorsi, esposizioni, premi. Un mondo di forme, di colori materici, dove prevalgono il blu mare e il rosso iberico, prediletti dall'artista. Contrasto tra colori primari e complementari. Soggetti tematici: la città, la bicicletta, Cuba, la danza, il cavallo, gli strumenti musicali. Composizioni di grande formato toccate da armonie e equilibri gentili. "Non ci sono parole adatte per descrivere i colori, esiste solo l'istinto" afferma Claudia Amadesi, l'emozione durante una nuova visione si completa nella tavolozza. Luce e forme danno vita a nuove rivelazioni:"Creo anche sculture in gesso" spiega Amadesi, "Ispirandomi a figure del passato e reinterpretandole. Ho tante idee come visioni, fantasie, ma devo sperimentare
altre vie, andare sempre avanti".

Mimesi galoppante che aspira a immagini di libertà, dissolvenze da toccare, frammenti di personalità e d'armonie. Spazio come protagonista assoluto; destrutturato e poi ricomposto da innumerevoli tasselli. Mosaico di specchi che riflettono l'esplosione interiore dell'artista, tramutando in immagine il riverbero della sua stessa impulsività e forza. Il colore asseconda quest'euforia, ma con grazia e sapienza: gli accostamenti cromatici risultano ben studiati. La linea rincorre i frammenti di questo "scoppio" euritmico, come un "filo di Arianna" in grado di ricondurci, una volta avventurati in questo labirintico mondo, al punto di partenza, all'ordine originale, alla quiete prima dello scompiglio. Il caos diviene ordine e l'ordine caos: i due estremi s'incontrano ed intrecciano per far sgorgare armonia dalla tela.

Ester Leli

È un arte vera, pulsante d'applaudire soprattutto perché vuole in prima scena parlare, far danzare le donne nelle loro bellezze, anche nelle loro nascoste fisicità. Questo è almeno negli intenti, c'è in Claudia Amadesi, ancora un lembo di pudore
per loro, le rappresenta senza mai il burqua, ma non volerne appone, quasi per sconvolgere i lineamenti fisiognomici che darebbero quasi quel di più. Pare un arte astratta, carica di voler esprimere tanto, tanto visto, tanto sognato. E la sua pittura
perde qualcosa dal suo acuto virtuosismo di modellare, equilibrare forme, i dettagli. È un mirabile gioco di assonanze, quasi pare percettire profumi di ambra e mirra. Ma le figure mentre stanno in pose di ballo, movimento appaiono statiche nei loro lauti ed emozionanti equilibri. E questo è quello che mi riporta a pensare che questi grandi lavori siano la trascrizione onirica dell'artista. Si guardi ancora lo splendido dipinto "Danzatrici", sembrano nei loro virtuosismi scenici più degli strumenti lasciati lì, sì strumenti pronti per essere suonati, ma invece la visione onirica sembra come se l'artista stessa ne volesse far parte, e forse ne parrebbe bene, così tutto si riempirebbe di gioia ed anche i visi delle donne sorriderebbero a lei, per averle liberate dallo schiavismo ancestrale del'Uomo. Cara Claudia continua così il tuo sublime, virtuosistico lavoro ed in mezzo a tasselli di stoffa
dipinta, togli una di quella vera. Fai della tua Arte un messaggio di eguaglianza almeno per le Donne di questo mondo. Grazie al tuo tocco, al tuo virtuosismo che ti porterà lontana, ma avrai un compito: dare nuove vesti alle donne del mondo.

Valeria S. Lombardi
Dott.ssa Storia dell'Arte Contemporanea

Le sue opere trovano respiro nei colori accesi delle forme rarefatte  intrise di suggestioni metafisiche Trasmettono un'energia sublime che accentua una ricerca post-figurativa nella struttura primordiale in  divenire. Una pittura che riflette la magia del sogno nell'attesa di una visione terapeutica che indaga i labirinti della mente I titoli che rappresentano i suoi  quadri rispecchiano un animo sensibile che dialoga con se stesso per  esplodere nelle cromie infuocate delle scene che toccano le corde profonde dell'animo. Ogni quadro è un continuo susseguirsi di emozioni che dipingono l'istante vissuto in un respiro divino.
Ettore D'Ignazi